Giornata Mondiale del Sonno (World Sleep Day)

(World Sleep Day)

Il 13 marzo 2015 si terra’ la giornata Mondiale del Sonno (World Sleep Day), uno giornata che ha lo scopo di sensibilizzare la popolazione mondiale sull’importanza di una buona qualità del sonno. La giornata Mondiale del Sonno cambia la data di anno in anno, in quanto si svolge il venerdì prima dell’equinozio di primavera. Un’eccessiva sonnolenza e la mancanza di sonno mettono a rischio lo stato di salute ed è per questo motivo che è molto importante offrire a tutti la possibilità di avere una migliore conoscenza del sonno, inoltre, è fondamentale trasmettere e dare la consapevolezza del fatto che la maggior parte dei disturbi del sonno sono prevenibili o curabili, infatti, è stato riscontrato che meno di un terzo dei soggetti con patologie del sonno si rivolgono al medico.

I dati degli ultimi anni mettono in luce quanto questo problema sia diffuso e quanto possa influenzare negativamente lo stato di salute della persona. L’insonnia colpisce tra il 30 ed il 45% della popolazione adulta, la sindrome delle apnee ostruttive durante il sonno (OSAS) colpisce approssimativamente il 4% degli uomini e il 2% delle donne della popolazione adulta, la sindrome delle gambe senza riposo è un disturbo frequente e colpisce il 3-10% della popolazione.

In caso di disturbi del sonno la prima cosa da fare è rivolgersi ad un medico, e in situazioni di gravi problematiche la cosa migliore è chiedere aiuto ad uno specialista in Medicina del Sonno. Inoltre esistono delle semplici regole che permetto a tutti di migliorare la propria qualità del sonno.

Magnigel Memoform Standard_1

Le regole di igiene del sonno per adulti:

1. Andate a letto e alzatesi sempre alla stessa ora

2. Se siete abituati a dormire durante il giorno, non fatelo per più di 45 minuti

3. Evitate l’assunzione eccessiva di alcool almeno nelle 4 ore prima del momento di coricarsi e non fumate.

4. Evitate la caffeina nelle 6 ore prima del momento di coricarvi. Questo include caffè, tè e molte bevande gassate, così come il cioccolato.

5. Evitate cibi pesanti, speziati o particolarmente zuccherini almeno 4 ore prima del momento di coricarsi. Un leggero snack prima dio coricarsi è accettabile.

6. Fate attività fisica regolarmente, ma non prima di coricarvi.

7. Usate un letto confortevole.

8. Mantenete una temperatura confortevole nella stanza da letto e mantenete ventilate la stanza.

9. Evitate tutti i rumori ed eliminate la luce ambientale per quanto possibile.

10. Usate il letto per dormire e fare sesso. Non usate il letto come un ufficio, studio o stanza di ricreazione.

 

Le regole di igiene del sonno per bambini (fino a 12 anni di età):

1. Andate a letto alla stessa ora ogni note, preferibilmente prima entro le 21.00.

2. Utilizzate degli orari di sonno consoni all’età.

3. Stabilite e mantenete routine costanti per andare a letto. 4. Rendete la stanza da letto favorevole al sonno: fresca, buia, e tranquilla.

5. Incoraggiate Vostro figlio ad addormentarsi da solo/a.

6. Evitate l’esposizione a luce intensa al momento di andare a letto e durante la notte, e aumentate l’esposizione alla luce al mattino.

7. Evitate pasti abbondanti/pesanti e l’esercizio fisico sostenuto in prossimità del momento di coricarsi.

8. Mantenete tutti gli apparecchi elettronici, inclusa la televisione, il computer e il cellulare fuori dalla stanza da letto e limitate l’uso di questi apparecchi in prossimità del momento di coricarsi.

9. Evitate la caffeina, incluse molte bevande gassate, il caffè e il tè (come anche il tè freddo).

10. Mantenete degli orari regolari, inclusi gli orari dei pasti.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


Potrebbero interessarti anche:

HipMums: first choice-second chance

HipMums

HipMums: first choice-second chance

Dopo il primo figlio ho conservato tantissimi vestiti, quasi mai indossati, praticamente nuovi. A volte le taglie erano sbagliate, altre volte le stagioni, e poi, diciamoci la verità, i bambini crescono davvero in fretta! Specialmente i primi mesi: ciò che una settimana sembrava abbondante, quella dopo risulta microscopico! Fino ai 2 anni è così. Poi magari cominciano il nido e utilizzano tute e t-shirt e capi meno “sfiziosi”, lasciando solo per le Grandi Occasioni ciò che noi mamme amiamo comprare! Ho atteso l’arrivo del secondo: femmina! Ovviamente spesso e volentieri vestita con gli abiti del fratello. Ma davanti alla femminuccia ci si scioglie ed è impossibile non comprare qualcosa di rosa, un tutù, una gonnellina, quindi via allo shopping.

HipMums logo ufficiale

In tempo di crisi però un occhio è sempre rivolto al risparmio e parlando di tutto ciò con Claudia (la mia migliore amica e poi socia), abbiamo pensato: perché non trovare un modo semplice e pratico per aiutare le mamme a liberarsi di scatoloni pieni di capi bellissimi quasi mai usati? Perché non dare la possibilità ad altre mamme di acquistare, con comodità da casa propria, in qualunque zona di Italia, risparmiando? Perché non fare un sito dedicato a vestiti/accessori per bambini e mamme in dolce attesa, dove i prodotti non sono nuovi, non sono scontati ma usati? Perché non dare una “second chance” a tutti quei capi che non hanno avuto la possibilità di vivere una vita piena con i loro primi bambini? E dulcis in fundo, perché non cercare di fare un po’ di Beneficenza aiutando, con i capi invenduti, enti ben selezionati che si occupano di bambini in difficoltà?

HipMums (3)

Da tutti questi perché è nato HipMums! Un piccolo sogno che è diventato realtà. Se anche voi avete il famoso scatolone nell’armadio e volete mettere da parte un po’ di soldini, scoprite HipMums e il suo funzionamento:

Se siete mamme o siete in dolce attesa, fate un giro su www.hipmums.it , per uno shopping sostenibile e divertente. Seguite anche sui social, imparerete a conoscere il nostro “usato rigenerato con stile”, entrerete a far parte di una piccola famiglia a cui piace condividere pensieri, consigli e buongusto, sempre con un pizzico di ironia!

 

www.hipmums.it

info@hipmums.it

 

Facebook: www.facebook.com/hipmums.it

Twitter: @HipMums

Instagram: @HipMums

Pinterest: www.pinterest.com/hipmums

 


Potrebbero interessarti anche:

Come dormire in gravidanza

dormire in gravidanza posizioni

Come dormire in gravidanza?

In gravidanza il sonno può essere un problema, nel primo trimestre perché le nausee vi possono dare fastidio, ma anche la paura di questo mondo sconosciuto e quindi fare brutti sogni e avere un sonno agitato, oppure sentire la necessità di dover andare spesso in bagno a fare plin plin.

Nel secondo trimestre, il riposo potrebbe migliorare, anche perché l’aumento del livello di ormoni avviene in maniera più graduale. Inoltre, il bambino ora si trova sopra alla vescica e non più accanto ad essa e per questo non si corre più in bagno spesso come prima.

A causa dell’aumento del progesterone le cavità nasali diventano più sottili e di conseguenza si può andare incontro a congestione e ad una maggiore probabilità di russare. Una delle soluzioni, per migliorare la respirazione durante la notte, sono i cerotti nasali che aiutano a tenere aperte le narici. Nel caso non fosse sufficiente chiedete consiglio al medico, è molto importate respirare bene la notte.

La posizione ideale, da assumere durante la notte, è quella laterale che potete rendere più comoda utilizzando dei cuscini (ne esistono anche apposta per la gravidanza) da mettere fra le gambe.

I muscoli delle gambe, a causa di un peso sempre maggiore da sopportare e dell’ utero che preme sui nervi, possono andare soggetti a crampi. Un aiuto per prevenirli può essere dato dal fare esercizi di stretching durante il giorno, e/o bere un bicchiere di latte o mangiare una banana prima di andare a dormire (talvolta i crampi possono essere dovuti a carenza di potassio e calcio). Nel caso il crampo sia in atto, per rilassare i muscoli allungate l’arto, camminate un po’ e massaggiate la zona interessata.

Come migliorare il riposo notturno?

Un valido aiuto viene dallo svolgimento di un moderato esercizio fisico, che però deve avvenire almeno quattro ora prima di andare a dormire, poiché in caso contrario potrebbe interferire con il naturale ciclo del sonno. Anche un occasionale massaggio aromaterapico con olio di lavanda potrebbe alleviare i disturbi del sonno.

Per quanto riguarda la mia esperienza, nel secondo trimestre ho riscontrato dei problemi di congestione notturna. Per questo motivo il medico mi ha prescritto l’aereosol terapia, che nel mio caso si è rivelata molto utile. Un regolare esercizio fisico e bere degli infusi rilassati prima di dormire mi hanno permesso di migliorare il mio riposo.

L’ultimo trimestre sarà più difficile dormire perché il peso e i movimenti del bambino diventati più frequenti vi daranno fastidio, cambiate spesso posizione. E voi future mamme come state dormendo?

Futura Mamma

Debora Monica Ercolano

 


Potrebbero interessarti anche:

La maternità secondo Save the Children

save the children

Maternità secondo Save the Children: più aiuto prima, durante e dopo il parto a mamme e coppie, spesso sole davanti alle sfide della maternità

Il 29% dei Punti Nascita fuori standard; +30% la mortalità infantile al Sud; oltre 1 parto su 3 con taglio cesareo; l’8% delle neo-mamme ha 40 anni e più, 280 le mamme over 50.

Il nuovo rapporto di Save the Children “Mamme in arrivo” e i risultati del progetto “Fiocchi in Ospedale”, per l’accompagnamento di madri e genitori in 3 ospedali italiani.

Nell’assistenza alle “mamme in attesa” o che hanno appena partorito, dal punto di vista sanitario l’Italia vanta una qualità diffusa, benché non manchino alcune criticità, sensibili differenze territoriali e ancora si verifichino tragedie evitabili, come la morte di una bambina appena nata, bisognosa di terapia intensiva a Catania.

Si rileva poi una diffusa mancanza di supporto sociale a madri e bimbi, essenziale per fare fronte alle sfide che la maternità pone, anche in relazione all’età e alle condizioni psicologiche, familiari e lavorative della madre e della coppia.

Il 29% dei Punti Nascita – dove avviene la maggioranza dei parti, fatto salvo circa l’1% di mamme che dà alla luce il bimbo in casa, non è in linea con i parametri, poiché, tra l’altro, vi si effettuano meno di 500 parti l’anno; eccessivo il ricorso ai tagli cesarei, pari al 36,3% dei parti, con punte ancora più elevate in Campania (61,5%), Molise (47,3%), Puglia (44,6%), Sicilia (44,8%) . Differenze territoriali si riscontrano anche rispetto alla mortalità infantile che, pur tra le più basse al mondo, fa registrare un +30% nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia (4,8 bambini che perdono la vita entro il primo anno, su 1000 nati vivi), Campania (4,1), Lazio (3,9) e Liguria (3,8).

11 neonati su 100 in Italia hanno una mamma sotto i 25 anni, 8 su 100 invece di 40 anni e più e 280 sono state le mamme over 50; tra l’8 e il 12% delle neo madri, pari a un numero compreso tra le 45 e le 50 mila donne all’anno, soffre di depressione post partum; circa 400 neonati, ogni anno, non sono riconosciuti dalle madri e vengono lasciati in ospedale; per quanto riguarda i servizi territoriali per la salute materno-infantile, i consultori si sono ridotti di numero negli anni e attualmente sono 1.911: circa 1 ogni 29 mila abitanti; la copertura degli asili nido pubblici riguarda solo il 13% dei bambini 0-2 anni e scende ulteriormente in alcune regioni, toccando quota 2% circa in Calabria e Campania: d’altra parte è appena del 4,8% la percentuale di risorse destinate alle famiglie, sul totale della spesa sociale.

Ciò a fronte di condizioni sociali difficili per molte famiglie con minori: sono 1.434.000, pari al 13,8% del totale i bambini che nascono e vivono in famiglie in povertà assoluta.

Sono alcuni dati del rapporto “Mamme in arrivo” presentato oggi da Save the Children – l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti. – che ha raccolto le principali informazioni sul “percorso nascita”, il delicato iter che conduce al parto e prosegue con l’accudimento del neonato e l’inizio dell’esperienza genitoriale.

Il rapporto si inserisce nel progetto “Fiocchi in Ospedale”, avviato da Save the Children nel 2012 per migliorare le condizioni dei bambini fin dai primi giorni di vita, attraverso il sostegno al piccolo e i genitori, in sinergia con l’ospedale e il territorio. In collaborazione con partner locali (associazione Mitades a Milano, Pianoterra a Napoli, Il Melograno centro di informazione maternità e nascita a Bari) e coadiuvato da un Comitato scientifico.

“Fiocchi in Ospedale” è attivo negli ospedali Niguarda di Milano, Policlinico di Bari e Cardarelli di Napoli: 11.722 i bambini, le mamme e i familiari supportati attraverso lo sportello aperto tutti i giorni, o specifici incontri su allattamento, nutrizione, igiene e cura del bambino. Per le mamme in condizioni di vulnerabilità economica e sociale Fiocchi in Ospedale prevede un sostegno materiale (pannolini, accessori e prodotti per la cura del neonato) mentre nei casi particolarmente critici (mamme sole, giovani, straniere, donne in condizioni di povertà, emergenza abitativa, tossicodipendenze, sfruttamento e abuso) viene realizzata una dimissione protetta.

“Con il rapporto Mamme in arrivo abbiamo cercato di documentare le disfunzioni di una rete sanitaria che, pur essendo riconosciuta come una delle migliori al mondo, non assicura dappertutto e in ogni circostanza le condizioni di sicurezza fondamentali, come accaduto per la bambina neonata di Catania la cui morte è inammissibile . Inoltre abbiamo posto l’attenzione sul sostegno <<sociale>> al percorso nascita, cioè sull’insieme di servizi, misure e politiche che dovrebbero essere a disposizione della mamma e della coppia affinché il parto e la maternità siano vissuti in modo positivo. Abbiamo constatato come tale sostegno sociale sia spesso inadeguato e le mamme e le coppie si ritrovino sole, nonostante i tentativi di miglioramento promossi attraverso l’emanazione di una serie di linee guida”, spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

La varietà degli standard di assistenza: i Punti nascita

Se nel nostro paese sono 521 i Punti nascita, quasi 1/3 di essi (29,4% ) può essere considerato “fragile” in termini di sicurezza assistenziale, sia perché non vi si effettuano con regolarità parti naturali (meno di 500 l’anno), sia per insufficiente disponibilità di personale medico/ostetrico e di servizi di trasporto materno e neonatale di emergenza: il numero più alto di queste strutture è in Campania (20), Sicilia (18), Lazio (12), Sardegna (10).

Save the Children propone di stabilire una road map per la messa in sicurezza e l’umanizzazione di tutta la rete dei punti nascita, a partire da una chiara valutazione delle loro attuali condizioni e definendo anche eventuali utilizzi alternativi delle strutture più piccole, laddove se ne decida la chiusura.

Parto naturale o parto cesareo?

Nel 2013 sono stati 186.700 i parti cesarei in Italia, pari al 36,3% del totale, il dato più alto in Europa – quasi 10 punti sopra la media UE 27 (26,7% nel 2011) – e più del doppio rispetto a quanto raccomandato dall’OMS.

 

Una tendenza alla medicalizzazione da cui non è escluso neanche il parto spontaneo con la rottura artificiale delle membrane nel 32% dei casi, l’episiotomia nel 34,7%, la somministrazione di ossitocina per aumentare la frequenza e l’intensità delle contrazioni nel 22,3% dei parti.

Ma aldilà del parto, il “percorso nascita” può presentare altre criticità per quei genitori che si trovino ad affrontare, spesso privi del conforto di personale di supporto, la notizia di un grave handicap del proprio piccolo o la permanenza del neonato in una terapia intensiva.

Lo stesso allattamento, utilizzato dall’ 85,5% della mamme, per una durata in media di 8 mesi l’anno, è una pratica che necessita di un sostegno molto maggiore e continuativo, rispetto al breve apprendimento che si fa in ospedale.

Mamme over 40, mamme straniere, madri “teen” e “segrete”

Mentre il numero di nascite continua a scendere attestandosi a 514.000 nel 2013, aumenta il numero di mamme straniere pari al 20% (per la maggioranza rumene, marocchine, albanesi, cinesi) a fronte dell’80% di bambini nati da madri italiane. Per quanto riguarda l’età delle neo-mamme, quella media è 31 anni e 171.000 sono i nuovi nati da mamme 30-34enni ma la tendenza è a spostare la maternità sempre più avanti negli anni, a fronte di una riduzione delle mamme”teen ager”: quasi 8 neonati su 100 hanno una madre di 40 anni e più mentre 11 su 100 con meno di 25 anni. Guardando alle sole mamme italiane, le percentuali quasi coincidono con l’8,4% di neonati da quarantenni e l’8,7% da madri sotto i 25.

Nel 2013, inoltre, quasi 3000 bambini avevano una mamma con 45 anni e più e 280 i nati da madri cinquantenni.

Al sud questa tendenza è meno evidente: infatti il 13% delle neo mamme ha meno di 25 anni, mentre solo il 6% tocca i 40. Le mamme più mature si registrano in Liguria, Lazio e Sardegna (rispettivamente, 9,6%, 9,7% e 10,9% le 40enni sul totale).

In diminuzione sono invece le maternità molto precoci, di ragazze con meno di 18 anni: Nel 2009 erano 2.434 e addirittura 3.142 nel 1995, mentre scendono a 1.922 nel 2013, tra le quali 1.551 italiane, pari allo 0,4% del totale delle nascite.

“L’estrema varietà dell’ età materna esige che i percorsi nascita e le relative prese in carico delle mamme tengano in conto una grande pluralità di variabili”, spiega ancor Raffaela Milano. “Sempre più consistente è poi la presenza di mamme straniere che richiederebbe, sia in ospedale che sul territorio, una importante opera di mediazione culturale”.

Particolarmente delicata è poi la condizione delle mamme che decidono di non tenere il bambino e di partorire in anonimato: mamme “segrete”, diverse centinaia, per lo più straniere, giovani e alla prima gravidanza. Un fenomeno che riguarda soprattutto il Centro Nord, dove gli ospedali sono grandi e la legge sul parto in anonimato più conosciuta.

I consultori

Benché la più ampia dopo i comuni, la rete dei consultori è frammentata e con un’offerta di servizi che varia da regione a regione, sottolinea il rapporto “Mamme in arrivo”, di Save the Children.

In Valle D’Aosta il numero maggiore di consultori(3,5 per 20.000 abitanti).Seguono Toscana (1,4) ed Emilia Romagna (1,1) mentre la minore copertura si rileva in Molise, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano Grazie alla compresenza di diverse figure professionali quali ginecologo, ostetrica, psicologo, assistente sociale, pediatra, il consultorio dovrebbe garantire un approccio globale alla salute materno-infantile ma ciò non sempre si verifica, per una serie di ragioni quali scarsità di fondi, – pochissime regioni hanno previsto appositi capitoli di bilancio peri consultori -, di personale – circa 1/5 delle strutture dispone di un’équipe completa- e dei servizi offerti.

La conciliazione fra maternità e lavoro rappresenta un’ulteriore sfida per le neo-mamme: circa 1/5 delle donne lascia o perde il lavoro dopo la gravidanza, con un aumento di coloro che si ritrovano forzatamente in tale condizione.

Per quanto riguarda poi la disponibilità di servizi a supporto della donna e della famiglia, come gli asili nido, sono presenti a macchia di leopardo e con notevoli disparità territoriali.

“Il percorso nascita non può continuare ad essere a ostacoli e bisogna intervenire perché, insieme al miglioramento dell’assistenza sanitaria, si rafforzi la rete degli interventi sociali per le neo-mamme e coppie, assicurando continuità di cura fra ospedale e territorio e il coordinamento degli interventi di sostegno del percorso nascita, inclusi quelli delle organizzazioni non profit, come il progetto Fiocchi in Ospedale di Save the Children”, sottolinea Raffaela Milano.

“Inoltre per prevenire situazioni di maltrattamento, abuso o di grave disagio materno è necessario definire protocolli che escludano, in qualsiasi circostanza, le dimissioni ospedaliere di una neo mamma che mostri gravi condizioni di fragilità sociale o psicologica, senza una adeguata presa in carico, da attivarsi già durante il ricovero ospedaliero”, conclude Raffaela Milano.


Potrebbero interessarti anche:

Cosa mettere nella valigia per partorire

Cosa mettere nella valigia per partorire

Cosa mettere nella valigia per partorire? Premettendo che ogni ospedale ha la sua lista del cuore e che vi conviene andare a ritirare la vostra all’ospedale, dove avrete deciso di partorire. Ci sono però delle cose comuni e necessarie a qualsiasi ospedale.

Quando si parla del temuto (da me sicuro!) parto, il primo argomento da affrontare è la preparazione della borsa da portare con noi in ospedale.

Cosa serve alla mamma?

- Camicie da notte aperte fino al punto vita ( 4 o 5)

- Vestaglia

- Reggiseno per allattamento (ovviamente meglio più di uno)

- Pantofole

- Coppette assorbilatte (anche se non tutte le mamme hanno la necessità di usarle)

- Assorbenti post-parto

- Accappatoio, ciabatte per la doccia e asciugamani (in alcuni ospedali e cliniche è possibile fare la doccia)

- Tutto ciò che è necessario all’igiene personale ( sapone, shampoo, salviette intime, detergente intimo, dentifricio ect. )

- Trucco (perché no, ci faranno tante foto!)

- Macchina fotografica e videocamera

- Qualcosa per passare il tempo (tipo riviste, libri o altro)

- Slip (molti)

Documenti:

- Tessera sanitaria

- Carda di identità

- Esami della gravidanza

Per il bambino/a?

- Body

- Tutine

- Bavaglini

- Pannolini (anche se in alcune strutture li danno)

- Camicino portafortuna (per chi ci crede)

- Ciucco, porta ciuccio e bottiglina

- Cappellino, calzini e se invero cappottino (per quando usciranno)

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 

 


Potrebbero interessarti anche:

Il quarto mese di gravidanza

il quarto mese di gravidanza

 Il quarto mese di gravidanza.

Se siete superato il primo trimestre di gravidanza, potete tirare un sospiro di sollievo. Infatti arrivate al quarto mese di gravidanza, nella maggior parte dei casi (anche se purtroppo non sempre), i sintomi più fastidiosi della gravidanza, come ad esempio: nausea ed eccessiva stanchezza, dovrebbero ridursi notevolmente e nelle più fortunate possono scomparire del tutto. Anche i timori iniziali vanno a diminuire, dato che il momento più delicato della gestazione è finalmente passato. Di solito, anche la nostra pelle e i nostri capelli beneficiano di questo secondo trimestre, infatti dovrebbero apparire più belli.

Il quarto mese di gravidanza a che settimana corrisponde? Corrisponde a 13 settimane + 2 giorni e termina a 17 settimane + 4 giorni.

Durante la quattordicesima settimana dovrebbe essere più facile stabilire in sesso, in quanto i genitali esterni sono più sviluppati, anche se non sempre ci si riesce. Le orecchie hanno raggiunto la loro posizione definitiva e iniziano a fare capolino le sopracciglia e una piccola peluria sulla testa. Il bambino è in grado di effettuare movimenti sempre più complessi, infatti potrebbe capitarvi di vederlo saltellare durante un’eventuale ecografia. In questa fare la pelle del bambino risulta sottile e trasparente.

Arrivati alla quindicesima settimana, la pelle sottilissima inizia a coprirsi di una peluria chiamata lanugine. Inizia a svilupparsi la parte interna dell’orecchio, che permetterà al bambino di sentire.

Alla sedicesima settimana, il bambino ha ormai acquisito la capacità di coordinare i movimenti, anche se non è facile sentirlo poiché il liquido amniotico ammortizza i vari movimenti.

Se siete arrivati alla diciassettesima settimana fate attenzione ai suoni, il vostro bambino arrivato a questo punto è in grado di avvertire i suoni dall’esterno e alcuni potrebbero farlo sobbalzare. Le unghie sono ormai formate, i capelli diventano sempre più folti e sotto l’epidermide inizia a depositarsi il grasso bruno.

Per quanto riguarda la mia esperienza ho riscontrato, durante il quarto mese di gravidanza, una maggiore serenità. La nausea e la stanchezza non mi hanno abbandonata del tutto ma di sicuro si sono ridotte notevolmente. È spuntato il pancino e quindi è stato necessario un po’ di shopping.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


Potrebbero interessarti anche:

Voucher INPS per asilo nido o baby sitter

bebè

Vi avevamo già parlato del bonus bebé che sostanzialmente è un aiuto per chi ha un basso reddito e in genere la mamma non lavora. Oggi invece vi proponiamo un  aiuto per le mamme lavoratrici il: Voucher INPS per asilo nido o baby sitter.

Quando si decide e/o si scopre di aspettare un bambino uno degli interrogativi che spesso ci si pone è: come farò con il lavoro? Infatti non tutte, per motivi vari, decidono di usufruire completamente del congedo parentale.

A partire già dal 16 dicembre 2014 le madri lavoratrici, hanno avuto la possibilità di scaricare dal sito dell’INPS la domanda per ottenere i contributi per l’asilo nido o per la baby sitter, da utilizzare in alternativa al congedo parentale.

Nel bando appena pubblicato, l’INPS fornisce le ultime precisazioni su come ottenere il contributo sostitutivo del congedo di maternità previsto dalla Legge n. 92/2012 che ha lo scopo di favorire il rientro delle neo mamme sul posto di lavoro.

Al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio e per gli undici mesi successivi, la madre lavoratrice può chiedere un contributo utilizzabile per il servizio di baby-sitting (voucher) o per pagare l’asilo nido. Questo contributo arriva ad un massimo di 600 euro mensili per tutte le mamme che lavorano a tempo pieno, mentre si riduce a metà per coloro che svolgono un lavoro part time.

 

La domanda deve essere fatta entro il 31 dicembre 2015 e la richiedente non deve aver usufruito di tutto il congedo parentale. Inoltre, se anche il papà ha richiesto il congedo parentale, è necessario tenere conto anche di questo poiché il tempo di cui lui ha usufruito di sommerà a quello della mamma.

 

Chi può fare domanda?

 

Possono presentare la domanda le seguenti categorie di lavoratrici:

 

- Dipendenti del settore privato

- dipendenti del settore pubblico;

- parasubordinate o libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps.

 

Come fare per richiedere il contributo?

 

La domanda deve essere presentata all’INPS e in modalità online. L’operazione deve avvenire attraverso i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN sul portale dell’Istituto.

 

Una piccola riflessione:

 

Poiché anche io a breve diventerò mamma, mi sono ritrovata a toccare l’argomento: ’’ruolo di mamma-donna lavoratrice’’ con molte mamme o ragazze in attesa di un bambino. Purtroppo dai vari discorsi si arriva sempre alla stessa conclusione, cioè che il nostro paese non è ancora adatto alle necessità di mamme che lavorano. Fortunatamente ci sono questi piccoli aiuti che danno poco di respiro alle famiglie italiane, anche se i cambiamenti da fare sono ancora tanti.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


Potrebbero interessarti anche:

Consigli (non richiesti) in gravidanza

Consigli (non richiesti) in gravidanza

Consigli (non richiesti) in gravidanza

Se come me siete in attesa del primo figlio, preparatevi a sentire un po’ di tutto da parte di quasi tutti. Opinioni, consigli, varie storie del terrore ma fortunatamente c’è anche qualcuno che vi racconta di quanto sia meraviglioso diventare genitore.

Ecco qualche episodio divertente che mi è capitato fino ad ora:

Con gli estranei:

Signora X (che non ha avuto figli): ‘’ Davvero sei incita!?!?! Auguri! ‘’

Io: ‘’grazie!’’

Signora X: ‘’cosa stai usando per le smagliature?’’

Io: ‘’olio di mandorla’’

Signora X: ‘’si ma tanto se ti devono venire ti vengo lo stesso!’’

Io: …

Signora X: ‘’E  poi non ne parliamo del seno! Ad una mia amica le tette sono arrivate fino all’ombelico! Il mio invece è ancora bello!’’

(Non so perché ma ho la sensazione che stia cercando di spaventarmi).

Signora Y: ‘’ Ma come sei bella! Hai fatto la pelle del viso più bella e anche il viso è più bello. Quando è così, è sicuro che è femmina’’

Io: ‘’ Grazie! Chi lo sarà se sarà femminuccia!?’’

Signora Y: ‘’ è femmina! Sono sicurissima! Mi ci gioco tutto!

Io : ‘’ mio fratello si è sognato che avevo una femminuccia e anche mia mamma! Chi lo sa!?!?!

Signora Y: ‘’ allora è maschio! Se si sogna la femmina è un maschio!’’

(ma non era sicura che era femmina!?!?!)

Signora X (quella di prima, che mi vede seduta con le gambe accavallate): ‘’ non ti sedere con le gambe accavallate! Quando sei incita non si fa!’’

Io: ‘’perché?’’

Signora X: ‘’perché non si fa!

( Mha!)

 

 

Con mio marito:

Io che mi scotto mentre sto cucinando: ‘’ahia!’’

Mio marito che vede la scena: ‘’ il bambino come sta’?’’

( No comment!)

Io mentre leggo ad alta voce un libro sulla gravidanza a mio marito: ‘’ amore senti qui … dice che alla fine del quarto mese si vedrà bene lo scroto e il pene nel maschio e le labbra vaginali e il clitoride nella femmina.’’

Lui: ‘’ non mi piace!’’

Io: ‘’ cosa ? Che la femmina ha le labbra vaginali e il clitoride?’’

Lui : ‘’si’’

Io: ‘’ il maschio invece lo scroto e il pisello li può avere?’’

Lui: ‘’si’’

Io: ‘’ ma che vuoi? Una femmina asessuata!?!?!?

Lui (dopo un lungo silenzio riferendosi all’ipotetica bambina):  ‘’e pensa quando si fa’ grande e mi chiederà di uscire! E io risponderò dove vai e lei mi risponderà papà che palle!’’

(vaneggiamenti di un futuro padre)

Queste sono alcune delle mie storie … e a voi cosa è capitato?

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

Questo post partecipa all’iniziativa di quimamme: Mamma che bufala.

 

 


Potrebbero interessarti anche:

Sono una mamma che lavora

mamma lavora

Sono una mamma che lavora (con i sensi di colpa) è da un anno a questa parte che mi capita di essere fuori casa per lavoro, e mi sento sempre in colpa. All’inizio era first (quello più legato a me) che faceva un sacco di storie quando glielo dicevo, poi però stava a casa con il fratello, mia sorella, la nonna e il papà e si comportava bene. quando tornavo a casa era contento di rivedermi e finiva lì. Poi ha cominciato anche Second, le prime due volte che sono stata fuori casa ha fatto lo sciopero della fame, e lui è un bambino che mangerebbe pure le pietre e anche in una certa quantità tanto che ha fame!

Dato che lo sciopero della fame non ha funzionato ha iniziato ad usare tecniche più sottili, giocando sul ricatto e il senso di colpa. Lui “soffre” la mancanza soprattutto la mattina, ha l’abitudine di entrare nel lettone una mazz’ora prima di cominciare la giornata. E la sera quando gli canto le ninne nanne (da 3 a 5 per l’esattezza).

Il colpo di grazia l’ho ricevuto quando sul quaderno ho trovato il disegno che vedete in foto. Second ha fatto un disegno e una frase a scuola per un tempo contemporaneo:

“Mentre io sono a scuola, mamma è sull’aereo per Milano.”

Gli ho chiesto come mai l’ha scritto, ha detto che quando non ci sono gli manco ed io ovviamente mi sento in colpa! Controllando le date in effetti l’ha disegnato in un periodo in cui da lì a breve sarei dovuta partire.

sono una mamma che lavora da casa, capita che viaggio 1 volta ogni paio di mesi e manco per due giorni, normalmente sono sempre a casa ad aspettare che tornino da scuola e ovviamente lui nota solo i due giorni in cui non ci sono.

Ho chiesto consiglio a Federica del blog mammamogliedonna che so’ va’ fuori anche lei spesso per lavoro, tanto che ha creato l’hashtag #mammaintrasferta che ovviamente mi ha rassicurata, come hanno fatto anche tutte le amiche di facebook quando ho pubblicato la foto del disegno.

Voi che dite, la mamma che lavora e il senso di colpa dovranno continuare ad andare a braccetto? Eppure lo so’ che sono orgogliosi di me e che il fatto che io lavori e che abbia un’indipendenza economica giovi anche a loro.


Potrebbero interessarti anche:

Tutto sulla gravidanza mese per mese

tutto sulla gravidanza mese per mese

Tutto sulla gravidanza mese per mese

Come sapete mia sorella è incinta, quindi ci saranno molti articoli che parleranno della gravidanza, per farveli trovare più agevolmente ho deciso di metterli tutti raggruppati qui e tanti auguri a tutte le future mamme :-D

Bonus Bebè, 80 euro al mese per tre anni non sono tanti ma se si ha bisogno è meglio di niente!

La scelta del nome per il proprio bambino è soggettiva ed importante, c’è chi prende quello dei nonni e chi si affida ad internet e voi?

L’alimentazione è fondamentale, mi raccomando state attente non fate come me che ho preso 23 kg! Adesso li ho persi tutti ma la mia pancia non è tornata la stessa!

Lo sport in gravidanza. Tutte le modificazioni della gravidanza non impedisco alla futura mamma di continuare a praticare una regolare attività fisica che anzi le donerà dei notevoli benefici.

La nausea in gravidanza non tutte la soffrono ma per chi ci capita è molto fastidiosa, per fortuna che in genere con il primo trimestre poi passa.

Vi auguro di vivere serenamente la vostra gravidanza che il bello deve ancora venire! ;-)

Il secondo mese di gravidanza, cosa succede?

Il terzo mese di gravidanza.

La gravidanza al quarto mese cosa succede? Come procede?

Il quinto mese di gravidanza.

Il sesto mese di gravidanza.

Il settimo mese di gravidanza.

Voucher inps per asili nido o baby sitter, aiuti alle mamme che lavorano.

Mamma che bufala! Vogliamo parlare di consigli non richiesti che riceviamo durante la gravidanza, e anche dopo.

Infertilità: cause e rimedi.

Come dormire (bene) in gravidanza.


Potrebbero interessarti anche: