Come dormire in gravidanza

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Come dormire in gravidanza?

In gravidanza il sonno può essere un problema, nel primo trimestre perché le nausee vi possono dare fastidio, ma anche la paura di questo mondo sconosciuto e quindi fare brutti sogni e avere un sonno agitato, oppure sentire la necessità di dover andare spesso in bagno a fare plin plin.

Nel secondo trimestre, il riposo potrebbe migliorare, anche perché l’aumento del livello di ormoni avviene in maniera più graduale. Inoltre, il bambino ora si trova sopra alla vescica e non più accanto ad essa e per questo non si corre più in bagno spesso come prima.

A causa dell’aumento del progesterone le cavità nasali diventano più sottili e di conseguenza si può andare incontro a congestione e ad una maggiore probabilità di russare. Una delle soluzioni, per migliorare la respirazione durante la notte, sono i cerotti nasali che aiutano a tenere aperte le narici. Nel caso non fosse sufficiente chiedete consiglio al medico, è molto importate respirare bene la notte.

La posizione ideale, da assumere durante la notte, è quella laterale che potete rendere più comoda utilizzando dei cuscini (ne esistono anche apposta per la gravidanza) da mettere fra le gambe.

I muscoli delle gambe, a causa di un peso sempre maggiore da sopportare e dell’ utero che preme sui nervi, possono andare soggetti a crampi. Un aiuto per prevenirli può essere dato dal fare esercizi di stretching durante il giorno, e/o bere un bicchiere di latte o mangiare una banana prima di andare a dormire (talvolta i crampi possono essere dovuti a carenza di potassio e calcio). Nel caso il crampo sia in atto, per rilassare i muscoli allungate l’arto, camminate un po’ e massaggiate la zona interessata.

Come migliorare il riposo notturno?

Un valido aiuto viene dallo svolgimento di un moderato esercizio fisico, che però deve avvenire almeno quattro ora prima di andare a dormire, poiché in caso contrario potrebbe interferire con il naturale ciclo del sonno. Anche un occasionale massaggio aromaterapico con olio di lavanda potrebbe alleviare i disturbi del sonno.

Per quanto riguarda la mia esperienza, nel secondo trimestre ho riscontrato dei problemi di congestione notturna. Per questo motivo il medico mi ha prescritto l’aereosol terapia, che nel mio caso si è rivelata molto utile. Un regolare esercizio fisico e bere degli infusi rilassati prima di dormire mi hanno permesso di migliorare il mio riposo.

L’ultimo trimestre sarà più difficile dormire perché il peso e i movimenti del bambino diventati più frequenti vi daranno fastidio, cambiate spesso posizione. E voi future mamme come state dormendo?

Futura Mamma

Debora Monica Ercolano

 


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Il quinto mese di gravidanza

Il quinto mese di gravidanza

Il quinto mese di gravidanza a quante settimane corrisponde? Comprende il periodo che va dalle 17 settimane + 5 giorni fino alle 21 settimana + 6 giorni. Arrivati al quinto mese di gravidanza è inevitabile, ormai tutte ormai abbiamo bisogno di vestiti più larghi e comodi e magari non sarebbe male iniziare ad abbassare un poco il tacco. Se ancora non avete iniziato a sentire i movimenti del vostro bambino, in questo mese inizierete a percepirlo, infatti una donna incinta solitamente sente per la prima volta il proprio piccolino muoversi tra la sedicesima e la ventesima settimana. Le donne alla prima gravidanza e/o quelle molto attive in genere avvertono i primi movimenti più tardi rispetto alle altre.

Diciottesima settimana: In questa settimana nostro figlio pesa circa 190g ed la sua lunghezza è intorno ai 12 cm. Arrivati a questo punto le orecchie si trovano nella giusta posizione. Nel caso della femminuccia l’utero e tube di Falloppio si sono formate e nel maschietto i genitali saranno perfettamente visibili. Se non lo state già facendo, arrivate a questo punto, la posizione ideale per il riposo notturno è quella sul fianco, mentre è meglio evitare la posizione supina in quanto c’è il rischio di schiacciare una delle vene principali.

Diciannovesima settimana: niente paura se avvertite dolori al basso ventre e dei crampi (in genere sono dovuti allo stiramento dei muscoli e dei legamenti che sostengono l’utero). Il seno si ingrosserà ulteriormente, i dotti aumentano di dimensioni e i capezzoli si ingrosseranno e scuriranno ancora di più. In questa fare i cinque sensi di nostro figlio iniziano a svilupparsi e nel caso della femminuccia, nelle ovaie sono già presenti sei milioni di ovuli. Il piccolino misura circa 15 cm e il suo peso è intorno ai 240 gr.

Ventesima settimana: arrivate a questo punto, oramai quasi tutte dovremmo sentire nostro figlio muoversi. Se sentite un po’ di affanno, sappiate che siete in buona compagnia, infatti, 7 donne su 10 ne soffrono e questo a causa dell’utero che spinge contro i polmoni. In questa settimana, il nostro piccolino, ingoierà molto liquido amniotico che verrà raccolto nel suo intestino. Il CRL (dato che indica la lunghezza va dalla testa all’osso sacro) è di circa 16,5 cm. Il suo corpo è ormai del tutto ricoperto dalla vernice caseosa, una sostanza viscida e grassa, che aiuta a proteggere la pelle e facilita il parto.

Ventunesima settimana: dobbiamo stare attente a cosa diciamo, oramai nostro figlio ci sente! Quindi ascoltate musica rilassante, leggete ad alta voce e cantate. Adesso il nostro bambino dovrebbe misurare circa 27 cm e avere unghie, palpebre e sopracciglia perfettamente formate.

Alla fine del quinto mese il nostro bambino assomiglia in tutto e per tutto ad un essere umano in miniatura. In questo mese, precisamente tra verso la ventesima settimana, è consigliato svolgere un’ecografia molto dettagliata, detta ecografia morfologica, che permette di controllare che il bambino si stia sviluppando normalmente e che la placenta si trovi nella giusta posizione.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


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La maternità secondo Save the Children

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Maternità secondo Save the Children: più aiuto prima, durante e dopo il parto a mamme e coppie, spesso sole davanti alle sfide della maternità

Il 29% dei Punti Nascita fuori standard; +30% la mortalità infantile al Sud; oltre 1 parto su 3 con taglio cesareo; l’8% delle neo-mamme ha 40 anni e più, 280 le mamme over 50.

Il nuovo rapporto di Save the Children “Mamme in arrivo” e i risultati del progetto “Fiocchi in Ospedale”, per l’accompagnamento di madri e genitori in 3 ospedali italiani.

Nell’assistenza alle “mamme in attesa” o che hanno appena partorito, dal punto di vista sanitario l’Italia vanta una qualità diffusa, benché non manchino alcune criticità, sensibili differenze territoriali e ancora si verifichino tragedie evitabili, come la morte di una bambina appena nata, bisognosa di terapia intensiva a Catania.

Si rileva poi una diffusa mancanza di supporto sociale a madri e bimbi, essenziale per fare fronte alle sfide che la maternità pone, anche in relazione all’età e alle condizioni psicologiche, familiari e lavorative della madre e della coppia.

Il 29% dei Punti Nascita – dove avviene la maggioranza dei parti, fatto salvo circa l’1% di mamme che dà alla luce il bimbo in casa, non è in linea con i parametri, poiché, tra l’altro, vi si effettuano meno di 500 parti l’anno; eccessivo il ricorso ai tagli cesarei, pari al 36,3% dei parti, con punte ancora più elevate in Campania (61,5%), Molise (47,3%), Puglia (44,6%), Sicilia (44,8%) . Differenze territoriali si riscontrano anche rispetto alla mortalità infantile che, pur tra le più basse al mondo, fa registrare un +30% nel Mezzogiorno, con picchi in Sicilia (4,8 bambini che perdono la vita entro il primo anno, su 1000 nati vivi), Campania (4,1), Lazio (3,9) e Liguria (3,8).

11 neonati su 100 in Italia hanno una mamma sotto i 25 anni, 8 su 100 invece di 40 anni e più e 280 sono state le mamme over 50; tra l’8 e il 12% delle neo madri, pari a un numero compreso tra le 45 e le 50 mila donne all’anno, soffre di depressione post partum; circa 400 neonati, ogni anno, non sono riconosciuti dalle madri e vengono lasciati in ospedale; per quanto riguarda i servizi territoriali per la salute materno-infantile, i consultori si sono ridotti di numero negli anni e attualmente sono 1.911: circa 1 ogni 29 mila abitanti; la copertura degli asili nido pubblici riguarda solo il 13% dei bambini 0-2 anni e scende ulteriormente in alcune regioni, toccando quota 2% circa in Calabria e Campania: d’altra parte è appena del 4,8% la percentuale di risorse destinate alle famiglie, sul totale della spesa sociale.

Ciò a fronte di condizioni sociali difficili per molte famiglie con minori: sono 1.434.000, pari al 13,8% del totale i bambini che nascono e vivono in famiglie in povertà assoluta.

Sono alcuni dati del rapporto “Mamme in arrivo” presentato oggi da Save the Children – l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti. – che ha raccolto le principali informazioni sul “percorso nascita”, il delicato iter che conduce al parto e prosegue con l’accudimento del neonato e l’inizio dell’esperienza genitoriale.

Il rapporto si inserisce nel progetto “Fiocchi in Ospedale”, avviato da Save the Children nel 2012 per migliorare le condizioni dei bambini fin dai primi giorni di vita, attraverso il sostegno al piccolo e i genitori, in sinergia con l’ospedale e il territorio. In collaborazione con partner locali (associazione Mitades a Milano, Pianoterra a Napoli, Il Melograno centro di informazione maternità e nascita a Bari) e coadiuvato da un Comitato scientifico.

“Fiocchi in Ospedale” è attivo negli ospedali Niguarda di Milano, Policlinico di Bari e Cardarelli di Napoli: 11.722 i bambini, le mamme e i familiari supportati attraverso lo sportello aperto tutti i giorni, o specifici incontri su allattamento, nutrizione, igiene e cura del bambino. Per le mamme in condizioni di vulnerabilità economica e sociale Fiocchi in Ospedale prevede un sostegno materiale (pannolini, accessori e prodotti per la cura del neonato) mentre nei casi particolarmente critici (mamme sole, giovani, straniere, donne in condizioni di povertà, emergenza abitativa, tossicodipendenze, sfruttamento e abuso) viene realizzata una dimissione protetta.

“Con il rapporto Mamme in arrivo abbiamo cercato di documentare le disfunzioni di una rete sanitaria che, pur essendo riconosciuta come una delle migliori al mondo, non assicura dappertutto e in ogni circostanza le condizioni di sicurezza fondamentali, come accaduto per la bambina neonata di Catania la cui morte è inammissibile . Inoltre abbiamo posto l’attenzione sul sostegno <<sociale>> al percorso nascita, cioè sull’insieme di servizi, misure e politiche che dovrebbero essere a disposizione della mamma e della coppia affinché il parto e la maternità siano vissuti in modo positivo. Abbiamo constatato come tale sostegno sociale sia spesso inadeguato e le mamme e le coppie si ritrovino sole, nonostante i tentativi di miglioramento promossi attraverso l’emanazione di una serie di linee guida”, spiega Raffaela Milano, Direttore Programmi Italia-Europa Save the Children.

La varietà degli standard di assistenza: i Punti nascita

Se nel nostro paese sono 521 i Punti nascita, quasi 1/3 di essi (29,4% ) può essere considerato “fragile” in termini di sicurezza assistenziale, sia perché non vi si effettuano con regolarità parti naturali (meno di 500 l’anno), sia per insufficiente disponibilità di personale medico/ostetrico e di servizi di trasporto materno e neonatale di emergenza: il numero più alto di queste strutture è in Campania (20), Sicilia (18), Lazio (12), Sardegna (10).

Save the Children propone di stabilire una road map per la messa in sicurezza e l’umanizzazione di tutta la rete dei punti nascita, a partire da una chiara valutazione delle loro attuali condizioni e definendo anche eventuali utilizzi alternativi delle strutture più piccole, laddove se ne decida la chiusura.

Parto naturale o parto cesareo?

Nel 2013 sono stati 186.700 i parti cesarei in Italia, pari al 36,3% del totale, il dato più alto in Europa – quasi 10 punti sopra la media UE 27 (26,7% nel 2011) – e più del doppio rispetto a quanto raccomandato dall’OMS.

 

Una tendenza alla medicalizzazione da cui non è escluso neanche il parto spontaneo con la rottura artificiale delle membrane nel 32% dei casi, l’episiotomia nel 34,7%, la somministrazione di ossitocina per aumentare la frequenza e l’intensità delle contrazioni nel 22,3% dei parti.

Ma aldilà del parto, il “percorso nascita” può presentare altre criticità per quei genitori che si trovino ad affrontare, spesso privi del conforto di personale di supporto, la notizia di un grave handicap del proprio piccolo o la permanenza del neonato in una terapia intensiva.

Lo stesso allattamento, utilizzato dall’ 85,5% della mamme, per una durata in media di 8 mesi l’anno, è una pratica che necessita di un sostegno molto maggiore e continuativo, rispetto al breve apprendimento che si fa in ospedale.

Mamme over 40, mamme straniere, madri “teen” e “segrete”

Mentre il numero di nascite continua a scendere attestandosi a 514.000 nel 2013, aumenta il numero di mamme straniere pari al 20% (per la maggioranza rumene, marocchine, albanesi, cinesi) a fronte dell’80% di bambini nati da madri italiane. Per quanto riguarda l’età delle neo-mamme, quella media è 31 anni e 171.000 sono i nuovi nati da mamme 30-34enni ma la tendenza è a spostare la maternità sempre più avanti negli anni, a fronte di una riduzione delle mamme”teen ager”: quasi 8 neonati su 100 hanno una madre di 40 anni e più mentre 11 su 100 con meno di 25 anni. Guardando alle sole mamme italiane, le percentuali quasi coincidono con l’8,4% di neonati da quarantenni e l’8,7% da madri sotto i 25.

Nel 2013, inoltre, quasi 3000 bambini avevano una mamma con 45 anni e più e 280 i nati da madri cinquantenni.

Al sud questa tendenza è meno evidente: infatti il 13% delle neo mamme ha meno di 25 anni, mentre solo il 6% tocca i 40. Le mamme più mature si registrano in Liguria, Lazio e Sardegna (rispettivamente, 9,6%, 9,7% e 10,9% le 40enni sul totale).

In diminuzione sono invece le maternità molto precoci, di ragazze con meno di 18 anni: Nel 2009 erano 2.434 e addirittura 3.142 nel 1995, mentre scendono a 1.922 nel 2013, tra le quali 1.551 italiane, pari allo 0,4% del totale delle nascite.

“L’estrema varietà dell’ età materna esige che i percorsi nascita e le relative prese in carico delle mamme tengano in conto una grande pluralità di variabili”, spiega ancor Raffaela Milano. “Sempre più consistente è poi la presenza di mamme straniere che richiederebbe, sia in ospedale che sul territorio, una importante opera di mediazione culturale”.

Particolarmente delicata è poi la condizione delle mamme che decidono di non tenere il bambino e di partorire in anonimato: mamme “segrete”, diverse centinaia, per lo più straniere, giovani e alla prima gravidanza. Un fenomeno che riguarda soprattutto il Centro Nord, dove gli ospedali sono grandi e la legge sul parto in anonimato più conosciuta.

I consultori

Benché la più ampia dopo i comuni, la rete dei consultori è frammentata e con un’offerta di servizi che varia da regione a regione, sottolinea il rapporto “Mamme in arrivo”, di Save the Children.

In Valle D’Aosta il numero maggiore di consultori(3,5 per 20.000 abitanti).Seguono Toscana (1,4) ed Emilia Romagna (1,1) mentre la minore copertura si rileva in Molise, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano Grazie alla compresenza di diverse figure professionali quali ginecologo, ostetrica, psicologo, assistente sociale, pediatra, il consultorio dovrebbe garantire un approccio globale alla salute materno-infantile ma ciò non sempre si verifica, per una serie di ragioni quali scarsità di fondi, – pochissime regioni hanno previsto appositi capitoli di bilancio peri consultori -, di personale – circa 1/5 delle strutture dispone di un’équipe completa- e dei servizi offerti.

La conciliazione fra maternità e lavoro rappresenta un’ulteriore sfida per le neo-mamme: circa 1/5 delle donne lascia o perde il lavoro dopo la gravidanza, con un aumento di coloro che si ritrovano forzatamente in tale condizione.

Per quanto riguarda poi la disponibilità di servizi a supporto della donna e della famiglia, come gli asili nido, sono presenti a macchia di leopardo e con notevoli disparità territoriali.

“Il percorso nascita non può continuare ad essere a ostacoli e bisogna intervenire perché, insieme al miglioramento dell’assistenza sanitaria, si rafforzi la rete degli interventi sociali per le neo-mamme e coppie, assicurando continuità di cura fra ospedale e territorio e il coordinamento degli interventi di sostegno del percorso nascita, inclusi quelli delle organizzazioni non profit, come il progetto Fiocchi in Ospedale di Save the Children”, sottolinea Raffaela Milano.

“Inoltre per prevenire situazioni di maltrattamento, abuso o di grave disagio materno è necessario definire protocolli che escludano, in qualsiasi circostanza, le dimissioni ospedaliere di una neo mamma che mostri gravi condizioni di fragilità sociale o psicologica, senza una adeguata presa in carico, da attivarsi già durante il ricovero ospedaliero”, conclude Raffaela Milano.


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Idee regalo per san valentino

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Ci siamo quasi, mancano due giorni alla festa degli innamorati, se ancora non siete pronti vi lascio un po di idee regalo per san valentino.

Lo so’ non è facile dare consigli in merito, abbiamo tutte gusti diversi e alla maggior parte di noi ormai non manca nulla, però fare un regalo anche senza esagerare con cose troppo costose è bello, per ricordarsi che ci si vuole ancora bene, soprattutto se si sta insieme da tanti anni.

Ad esempio sono andata sul sito della Trollbeads che ha dei gioielli moderni, mettibili anche tutti i giorni e a prezzi più che abbordabili. Cioè se mi regali un bracciale amore eterno come posso non amarti? :-)

idee regalo per san valentino

Trollbeads infatti ha lanciato la campagna “Un beads per ogni messaggio d’amore”, vuole fare in modo che ciascuno per San Valentino riceva un regalo unico. I beads di Trollbeads consentono al tuo messaggio d’amore di prendere forma e di raccontare un episodio che ti lega alla persona che riceve il regalo. Ogni beads racconta una storia diversa e puoi sceglierli per comporre il tuo messaggio personalizzato.

 

Inoltre, dal 6 al 14 febbraio nei Flagship Store di Milano (via Pontaccio) e di Roma (via Margutta) Trollbeads vi offre la possibilità di scrivere dei post-it contenenti messaggi d’amore che saranno poi affissi nelle vetrine degli Store.

Che ne dite di accompagnare il vostro gioiello ad un bel biglietto di auguri per san valentino fatto da noi o meglio ancora da fare con i bambini. Quindi qualcosa di semplice  e veloce da regalare ad un fidanzatino/a oppure ai genitori perché no? Quando sono piccoli i bambini i migliori innamorati sono proprio i genitori :-)

Prendete un po’ di materiale di recupero che avete in casa, io ho trovato:

Bottoni, piume e pon pon.

biglietti per san valentino

Ho preso un cartoncino rosso, della colla vinilica, ho disegnato con i colori a gel il cuore e ho lasciato che i Child li riempissero come meglio credevano. Ecco i risultati , vi piacciono? A me tantissimo! Sarà che non sono obbiettiva perché sono la loro mamma… ;-)

biglietti per san valentino



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Festa di carnevale per bambini

Festa di carnevale per bambini

Il carnevale è una festa amata da tutti, bambini e meno bambini … dolci di vari tipi, travestimenti, coriandoli, stelle filanti e in alcuni paesi sfilate di divertenti e fantasiosi carri, rendono questo evento un ottima scusa per divertire grandi e bambini e fuggire per un giorno dalla ruotine quotidiana.

Il martedì grasso si avvicina, quest’anno arriverà il 17 febbraio e se non sapete ancora da cosa far vestire il vostro bambino/a eccovi qualche idea.

Una piccola ispirazione la possiamo trarre dei personaggi dei cartoni animati più amati negli ultimi tempi.  Per quanto riguarda le bambine, ad esempio,  tra i personaggi più amati troviamo le due sorelle Elsa e Anna (le protagoniste del film Disney Frozen anche una delle feste di compleanno più amate dell’ultimo anno) mentre per le più grandicelle un grande successo è stato riscosso dall’intramontabile Violetta. Per i maschietti ritroviamo i personaggi del film Disney Big Hiro 6 e le famose tartarughe ninja. I più piccoli abbiamo Peppa Pig, Dora l’esploratrice e Masha e Orso.

abito frozen

Non dimentichiamo i classici supereroi come Superman, Hulk, Iron Man, Spider-Man, Batman e tanti altri ancora.

Per chi ama i personaggi Disney più famosi avete solo l’imbarazzo della scelta. Infatti la lista è lunga tra Topolino, Minnie, Pippo, il simpaticissimo Paperino o le stupende Principesse amate da tutte le bambine.

Un poco meno di moda, ma sempre bellissime, sono le maschere tradizionali del carnevale. Come non amare il coloratissimo vestito di Arlecchino, quello della bella Colombina o del furbo ma pigro Pulcinella. Queste e tante altri personaggi della Commedia dell’arte sono delle idee classiche adattate sia a grandi che a piccini.

Il carnevale è una festa amata da tutti

È innegabile che i personaggi cattivi e mostri vari hanno il loro fascino, quindi per il giorno di carnevale si può anche scegliere di trasformasi in diavoli, vampiri, streghe, mummie e zombi e perché no organizzare qualche scherzo pauroso al mal capitato di turno. Buon carnevale a tutti!

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica


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Cosa mettere nella valigia per partorire

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Cosa mettere nella valigia per partorire? Premettendo che ogni ospedale ha la sua lista del cuore e che vi conviene andare a ritirare la vostra all’ospedale, dove avrete deciso di partorire. Ci sono però delle cose comuni e necessarie a qualsiasi ospedale.

Quando si parla del temuto (da me sicuro!) parto, il primo argomento da affrontare è la preparazione della borsa da portare con noi in ospedale.

Cosa serve alla mamma?

- Camicie da notte aperte fino al punto vita ( 4 o 5)

- Vestaglia

- Reggiseno per allattamento (ovviamente meglio più di uno)

- Pantofole

- Coppette assorbilatte (anche se non tutte le mamme hanno la necessità di usarle)

- Assorbenti post-parto

- Accappatoio, ciabatte per la doccia e asciugamani (in alcuni ospedali e cliniche è possibile fare la doccia)

- Tutto ciò che è necessario all’igiene personale ( sapone, shampoo, salviette intime, detergente intimo, dentifricio ect. )

- Trucco (perché no, ci faranno tante foto!)

- Macchina fotografica e videocamera

- Qualcosa per passare il tempo (tipo riviste, libri o altro)

- Slip (molti)

Documenti:

- Tessera sanitaria

- Carda di identità

- Esami della gravidanza

Per il bambino/a?

- Body

- Tutine

- Bavaglini

- Pannolini (anche se in alcune strutture li danno)

- Camicino portafortuna (per chi ci crede)

- Ciucco, porta ciuccio e bottiglina

- Cappellino, calzini e se invero cappottino (per quando usciranno)

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 

 


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Il quarto mese di gravidanza

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 Il quarto mese di gravidanza.

Se siete superato il primo trimestre di gravidanza, potete tirare un sospiro di sollievo. Infatti arrivate al quarto mese di gravidanza, nella maggior parte dei casi (anche se purtroppo non sempre), i sintomi più fastidiosi della gravidanza, come ad esempio: nausea ed eccessiva stanchezza, dovrebbero ridursi notevolmente e nelle più fortunate possono scomparire del tutto. Anche i timori iniziali vanno a diminuire, dato che il momento più delicato della gestazione è finalmente passato. Di solito, anche la nostra pelle e i nostri capelli beneficiano di questo secondo trimestre, infatti dovrebbero apparire più belli.

Il quarto mese di gravidanza a che settimana corrisponde? Corrisponde a 13 settimane + 2 giorni e termina a 17 settimane + 4 giorni.

Durante la quattordicesima settimana dovrebbe essere più facile stabilire in sesso, in quanto i genitali esterni sono più sviluppati, anche se non sempre ci si riesce. Le orecchie hanno raggiunto la loro posizione definitiva e iniziano a fare capolino le sopracciglia e una piccola peluria sulla testa. Il bambino è in grado di effettuare movimenti sempre più complessi, infatti potrebbe capitarvi di vederlo saltellare durante un’eventuale ecografia. In questa fare la pelle del bambino risulta sottile e trasparente.

Arrivati alla quindicesima settimana, la pelle sottilissima inizia a coprirsi di una peluria chiamata lanugine. Inizia a svilupparsi la parte interna dell’orecchio, che permetterà al bambino di sentire.

Alla sedicesima settimana, il bambino ha ormai acquisito la capacità di coordinare i movimenti, anche se non è facile sentirlo poiché il liquido amniotico ammortizza i vari movimenti.

Se siete arrivati alla diciassettesima settimana fate attenzione ai suoni, il vostro bambino arrivato a questo punto è in grado di avvertire i suoni dall’esterno e alcuni potrebbero farlo sobbalzare. Le unghie sono ormai formate, i capelli diventano sempre più folti e sotto l’epidermide inizia a depositarsi il grasso bruno.

Per quanto riguarda la mia esperienza ho riscontrato, durante il quarto mese di gravidanza, una maggiore serenità. La nausea e la stanchezza non mi hanno abbandonata del tutto ma di sicuro si sono ridotte notevolmente. È spuntato il pancino e quindi è stato necessario un po’ di shopping.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


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Voucher INPS per asilo nido o baby sitter

bebè

Vi avevamo già parlato del bonus bebé che sostanzialmente è un aiuto per chi ha un basso reddito e in genere la mamma non lavora. Oggi invece vi proponiamo un  aiuto per le mamme lavoratrici il: Voucher INPS per asilo nido o baby sitter.

Quando si decide e/o si scopre di aspettare un bambino uno degli interrogativi che spesso ci si pone è: come farò con il lavoro? Infatti non tutte, per motivi vari, decidono di usufruire completamente del congedo parentale.

A partire già dal 16 dicembre 2014 le madri lavoratrici, hanno avuto la possibilità di scaricare dal sito dell’INPS la domanda per ottenere i contributi per l’asilo nido o per la baby sitter, da utilizzare in alternativa al congedo parentale.

Nel bando appena pubblicato, l’INPS fornisce le ultime precisazioni su come ottenere il contributo sostitutivo del congedo di maternità previsto dalla Legge n. 92/2012 che ha lo scopo di favorire il rientro delle neo mamme sul posto di lavoro.

Al termine del periodo di congedo di maternità obbligatorio e per gli undici mesi successivi, la madre lavoratrice può chiedere un contributo utilizzabile per il servizio di baby-sitting (voucher) o per pagare l’asilo nido. Questo contributo arriva ad un massimo di 600 euro mensili per tutte le mamme che lavorano a tempo pieno, mentre si riduce a metà per coloro che svolgono un lavoro part time.

 

La domanda deve essere fatta entro il 31 dicembre 2015 e la richiedente non deve aver usufruito di tutto il congedo parentale. Inoltre, se anche il papà ha richiesto il congedo parentale, è necessario tenere conto anche di questo poiché il tempo di cui lui ha usufruito di sommerà a quello della mamma.

 

Chi può fare domanda?

 

Possono presentare la domanda le seguenti categorie di lavoratrici:

 

- Dipendenti del settore privato

- dipendenti del settore pubblico;

- parasubordinate o libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps.

 

Come fare per richiedere il contributo?

 

La domanda deve essere presentata all’INPS e in modalità online. L’operazione deve avvenire attraverso i servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN sul portale dell’Istituto.

 

Una piccola riflessione:

 

Poiché anche io a breve diventerò mamma, mi sono ritrovata a toccare l’argomento: ’’ruolo di mamma-donna lavoratrice’’ con molte mamme o ragazze in attesa di un bambino. Purtroppo dai vari discorsi si arriva sempre alla stessa conclusione, cioè che il nostro paese non è ancora adatto alle necessità di mamme che lavorano. Fortunatamente ci sono questi piccoli aiuti che danno poco di respiro alle famiglie italiane, anche se i cambiamenti da fare sono ancora tanti.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


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Consigli (non richiesti) in gravidanza

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Se come me siete in attesa del primo figlio, preparatevi a sentire un po’ di tutto da parte di quasi tutti. Opinioni, consigli, varie storie del terrore ma fortunatamente c’è anche qualcuno che vi racconta di quanto sia meraviglioso diventare genitore.

Ecco qualche episodio divertente che mi è capitato fino ad ora:

Con gli estranei:

Signora X (che non ha avuto figli): ‘’ Davvero sei incita!?!?! Auguri! ‘’

Io: ‘’grazie!’’

Signora X: ‘’cosa stai usando per le smagliature?’’

Io: ‘’olio di mandorla’’

Signora X: ‘’si ma tanto se ti devono venire ti vengo lo stesso!’’

Io: …

Signora X: ‘’E  poi non ne parliamo del seno! Ad una mia amica le tette sono arrivate fino all’ombelico! Il mio invece è ancora bello!’’

(Non so perché ma ho la sensazione che stia cercando di spaventarmi).

Signora Y: ‘’ Ma come sei bella! Hai fatto la pelle del viso più bella e anche il viso è più bello. Quando è così, è sicuro che è femmina’’

Io: ‘’ Grazie! Chi lo sarà se sarà femminuccia!?’’

Signora Y: ‘’ è femmina! Sono sicurissima! Mi ci gioco tutto!

Io : ‘’ mio fratello si è sognato che avevo una femminuccia e anche mia mamma! Chi lo sa!?!?!

Signora Y: ‘’ allora è maschio! Se si sogna la femmina è un maschio!’’

(ma non era sicura che era femmina!?!?!)

Signora X (quella di prima, che mi vede seduta con le gambe accavallate): ‘’ non ti sedere con le gambe accavallate! Quando sei incita non si fa!’’

Io: ‘’perché?’’

Signora X: ‘’perché non si fa!

( Mha!)

 

 

Con mio marito:

Io che mi scotto mentre sto cucinando: ‘’ahia!’’

Mio marito che vede la scena: ‘’ il bambino come sta’?’’

( No comment!)

Io mentre leggo ad alta voce un libro sulla gravidanza a mio marito: ‘’ amore senti qui … dice che alla fine del quarto mese si vedrà bene lo scroto e il pene nel maschio e le labbra vaginali e il clitoride nella femmina.’’

Lui: ‘’ non mi piace!’’

Io: ‘’ cosa ? Che la femmina ha le labbra vaginali e il clitoride?’’

Lui : ‘’si’’

Io: ‘’ il maschio invece lo scroto e il pisello li può avere?’’

Lui: ‘’si’’

Io: ‘’ ma che vuoi? Una femmina asessuata!?!?!?

Lui (dopo un lungo silenzio riferendosi all’ipotetica bambina):  ‘’e pensa quando si fa’ grande e mi chiederà di uscire! E io risponderò dove vai e lei mi risponderà papà che palle!’’

(vaneggiamenti di un futuro padre)

Queste sono alcune delle mie storie … e a voi cosa è capitato?

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

Questo post partecipa all’iniziativa di quimamme: Mamma che bufala.

 

 


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Infertilità le cause e possibili rimedi

Infertilità le cause

In Italia, secondo i dati ISTAT, ogni hanno il 20-25% delle nuove unioni si trova ad affrontare problematiche legate all’infertilità. Le cause che portano alla difficoltà di concepire un figlio sono di varia natura, come ad esempio: infezioni da malattie a trasmissione sessuale, infiammazione delle tube, endometriosi, policisti ovarica, ricerca di un figlio in tarda età, inquinamento, fumo, uso di droghe ecc. Fatevi tutti gli accertamenti del caso e il vostro ginecologo vi darà la cura giusta, a volte basta fare un ciclo di ormoni per riuscire ad avviare una gravidanza.

Possibili rimedi:

Il tipo di alimentazione che si segue ha una notevole influenza sulla capacità di concepire un figlio.

Nella donna: il peso corporeo può giocare un ruolo fondamentale. Condizioni di obesità e sovrappeso hanno un’influenza negativa sui livelli di fertilità. Anche donne sottopeso o che praticano un’intensa attività fisica possono avere difficoltà di ovulazione. Una dieta corretta dovrebbe prevedere una buona dose di ferro (che si trova solo nei prodotti di origine animale).

In caso di carenza accertata carenza di ferro è necessaria una supplementazione attraverso l’utilizzo di integratori. È importante che nella dieta siano presenti cereali integrali, proteine vegetali (ne sono ricchi i legumi e la frutta secca come noci e mandorle). Per assicurarsi un corretto apporto di vitamine e sali minerali si consiglia di consumare verdura ad ogni pasto e mangiare circa 3 frutti al giorno.

Il consumo di carne non deve superare le 5 volte settimanali e deve essere alternato al consumo di pesce. Utilizzare come condimento olio di oliva extravergine a crudo. Fondamentale è il rispetto del fabbisogno giornaliero di acido folico, presente in particolare nelle verdure a foglia verde scuro, da addizionare quando necessario e sotto prescrizione medica con integratori nutrizionali. Inoltre è necessario ridurre il consumo di latte e latticini e di grassi saturi, presenti soprattutto nei grassi di origine animale e negli oli vegetali di scarsa qualità come l’olio di colza o palma.

Nell’uomo: un eccessivo aumento di peso ha un ruolo molto importante nell’infertilità maschile. Anche in questo caso è necessario seguire una dieta equilibrata, completa e ricca di antiossidanti.

Sia per l’uomo che per la donna, sono fondamentali anche il regolare svolgimento di un’attività fisica moderata, una riduzione del consumo di caffeina, alcool e una riduzione degli zuccheri semplici che diminuiscono la capacità di assorbire molte vitamine.

Se tutto questo non dovesse bastare potete sempre provare a rivolgervi ai centri di riproduzione assistita per farvi aiutare.

Futura Mamma

Ercolano Debora Monica

 


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